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La Storia

Dove tutto ha avuto inizio

C’è un luogo nascosto tra la vivacità degli scoiattoli che saltano tra i rami, il cinguettio degli uccellini e il profumo delle piante, dove la natura e lo sport si sono strette la mano. Un luogo inaspettato, quasi magico, dove il verde dei green si confonde con quello del bosco, e il tempo sembra rallentare tra uno swing e una risata tra gli amici. È qui, nella suggestiva pineta di Santa Maria Maggiore, incastonata tra le montagne della splendida Valle Vigezzo, che nel 2013 è nato il Golf Santa Maria.

Un sogno contro ogni previsione

Ma raccontare la storia di questo campo non significa solo elencare numeri, buche e par. Significa raccontare una sfida, un sogno, un’idea che ha preso forma contro ogni previsione. Significa parlare di tenacia, di ostacoli superati e di un amore profondo per un luogo e per uno sport che sembravano, in un primo momento, destinati a non incontrarsi mai.
Inizialmente infatti, l’idea stessa di realizzare un campo da golf nella pineta venne accolta da molti con diffidenza. In un territorio che ha fatto della natura un’identità, c’era chi temeva che il golf potesse rappresentare una minaccia, chi lo vedeva come un corpo estraneo, qualcosa di troppo invasivo o semplicemente inutile. Ma i visionari (perché in ogni storia che merita di essere raccontata ci sono sempre dei visionari) sanno che la vera sfida non è solo andare controcorrente, ma riuscire a far ricredere anche chi non crede alle proprie idee; in questo caso quindi non era solo realizzare un campo da golf, ma dimostrare che questo sport potesse valorizzare, non danneggiare, l’ambiente che lo ospitava.
Ed è esattamente quello che è successo.

Immagine storica del campo

Una pineta trasformata

Oggi, a distanza di anni, quella parte di pineta che si temeva potesse essere “rovinata” è, al contrario, tra le aree più curate e rispettate dell’intera zona. Il campo non ha solo portato turismo e sport: ha portato attenzione, cura e amore per il territorio. Ha dato nuova vita a un angolo di bosco che oggi è (a detta degli stessi giocatori) un piccolo gioiello da custodire.

Gli inizi difficili

Eppure, i primi passi non furono semplici. Dopo l’entusiasmo iniziale, emersero tutte le difficoltà di un progetto giovane e ambizioso. Il campo, nei primi anni, faticava a crescere e a mantenere delle buone condizioni di gioco. La gestione cambiava spesso, lasciando ogni stagione in balia dell’incertezza. Alcuni dei sostenitori abbandonarono da subito il progetto, credendo che non potesse avere futuro; Proprio nel momento in cui avrebbe avuto più bisogno di stabilità sembrava che il sogno potesse velocemente sbriciolarsi.

Immagine storica del campo

L’anima del campo: Cesare Toniutti

Fu in quel momento che emerse una figura che, ancora oggi, aleggia come uno spirito buono su ogni green e su ogni zolla di fairway: Cesare Toniutti. Cesare non era un uomo qualunque; era il presidente, certo, ma soprattutto era l’anima del Golf di Santa Maria. Uno dei primi sostenitori a credere nel progetto, ma soprattutto uno di quelli che non si limitano a sostenere con le parole, ma che si sporcano le mani, ogni giorno, per portare avanti ciò in cui credono. Quando sembrava che tutto fosse destinato al fallimento, Cesare si fece avanti, prendendo in mano la situazione in prima persona. Quando c’era da tagliare l’erba, allestire il campo, riparare i macchinari, per qualsiasi cosa lui era sempre presente. Quando serviva trovare una nuova gestione, lui si metteva in moto, bussava alle porte, parlava con tutti. Da solo, spesso in silenzio, ha tenuto in piedi il campo con una determinazione che ha dell’eroico. Non cercava riconoscimenti (nemmeno economici), non si metteva in mostra. Lo faceva perché sapeva che quel luogo meritava di esistere.

Il rilancio

Nel 2020, proprio nel momento più complicato della storia del campo (complice anche la pandemia) la forza e la tenacia di Cesare hanno contribuito a trovare finalmente una continuità di gestione che, negli ultimi anni, ha portato una costante crescita, sia per quanto riguarda la partecipazione che per quanto riguarda le condizioni stesse del campo da gioco. È nato un ambiente famigliare, un’anima collettiva, fatta di soci storici e nuovi giocatori che si uniscono e crescono anno dopo anno. Con la nuova gestione è cresciuto anche il circuito gare che oggi rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per molti appassionati, grazie a un calendario ricco, stimolante e coinvolgente. Cesare amava passare il poco tempo libero che aveva tra i frequentatori del golf; parlare, ascoltare, godersi quei momenti semplici che solo un ambiente sincero e autentico può regalare. Era quello il suo campo: non solo green, buche e attrezzature, ma relazioni, calore umano, quotidianità vissuta insieme.

“Si è creato un bell’ambiente! Siamo come una piccola grande famiglia.”

Cesare
Cesare Toniutti

Il 2024, però, è un anno che nessuno dei soci, degli amici, dei frequentatori del campo potrà mai dimenticare. Nel pieno della stagione estiva, il 26 luglio, come tante altre volte, Cesare era in campo a lavorare, facendo il giro del campo per modificare i battitori di partenza per la gara del giorno successivo; tutto doveva essere perfetto. Quella sera però il destino decise di portarselo via. Il cuore di Cesare decise di fermarsi proprio lì, tra gli alberi della sua amata pineta. Non mentre giocava (perché giocava raramente), ma mentre lavorava per gli altri, come sempre. Una scomparsa improvvisa. Un vuoto immenso. Eppure, come accade solo con le persone davvero speciali, Cesare non è mai andato via del tutto. Il suo spirito è rimasto. È nelle radici degli alberi, nella rugiada del mattino, nei colpi dei giocatori che si sfidano con il sorriso. È nel calore che si respira al circolo, nella gentilezza e nell’accoglienza che oggi fanno del Golf Santa Maria un luogo speciale.

Un campo unico

Oggi il campo di Santa Maria è un 9 buche (par 30) completo di putting green e campo pratica, pensato per accogliere sia i giocatori più esperti sia chi si avvicina per la prima volta a questo meraviglioso sport. Un campo di montagna costituito da salite e discese, ideale per giocare anche nei mesi più caldi quando i classici campi di pianura vengono soffocati dal caldo e dall’afa estiva, qui, nell’ombra e nella freschezza degli alberi, è possibile giocare anche nelle giornate più calde. La stagione di apertura si estende solitamente da maggio a ottobre, con numerose competizioni, eventi e la possibilità di noleggiare attrezzatura direttamente in loco.

Immagine storica del campo

Uno sguardo al futuro

Delle buonissime notizie per il nostro piccolo circolo. Recentemente, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Santa Maria Maggiore, sono stati trovati i fondi necessari per la realizzazione della tanto sognata Club House, da sempre vista solo come un’utopia. Vista la costante crescita di partecipazione e interesse attorno al campo, questa nuova struttura si è resa ormai necessaria per accogliere e offrire sempre più servizi ai giocatori che frequentano il nostro piccolo circolo. Il 2026 potrebbe essere l’anno dell’inaugurazione della nuova Club House: un altro traguardo verso il futuro, nel segno della passione e della continuità.

Non solo un campo

Ma la vera ricchezza di questo campo non è né nelle cifre né nei dati tecnici; la vera ricchezza è nell’atmosfera che si respira appena si varca l’ingresso. È nei sorrisi, nella semplicità, nell’abbraccio silenzioso della pineta. È nella sensazione di essere in un luogo autentico, nato dal sacrificio, dalla passione, dall’amore. Il Golf Santa Maria Maggiore non è solo un campo, è una storia di riscatto e di bellezza, un tributo a chi ha creduto in un sogno quando sembrava impossibile.
È una pineta che ha imparato a parlare il linguaggio del golf.
È, ogni giorno di più, un luogo dove sentirsi a casa.